“Oggi finisce un ciclo importante della mia vita e comincia una nuova avventura fuori dal campo ma sempre all’interno del mondo del calcio. Ringrazio tutti i presidenti, gli allenatori e i compagni di squadra che ho avuto nel corso di tutti questi anni di carriera. Ringrazio Lotito e Mezzaroma che mi hanno dato la possibilità di intraprendere questa nuova avventura, ringrazio il Direttore per la fiducia e Ventura che mi ha permesso di far parte di questo gruppo fino alla fine. Ringrazio mia moglie e i miei figli che mi hanno supportato per tutti questi anni e i miei genitori che mi hanno fatto intraprendere questa carriera da calciatore facendo sacrifici fin da quando ero piccolo”. Queste le parole di Emanuele Calaiò intervenuto questa mattina in conferenza stampa.

“Avevo tante richieste ma ho rifiutato tutto perché volevo finire la mia carriera da calciatore qui a Salerno. Ho pensato fosse arrivato il momento giusto per questa scelta. Purtroppo in tutte le cose c’è un inizio e una fine. Sono strafelice per tutto quello che ho fatto nella mia carriera, in ogni piazza dove ho giocato ho lasciato bei ricordi. A 37 anni mi è arrivata questa proposta e l’ho colta al volo. Mi è sempre piaciuto stare vicino ai ragazzi, il mio compito è quello di trovare dei talenti che possono diventare grandi calciatori e fare il bene della Salernitana. Spero di dare tanto in questa nuova veste dirigenziale e fare del mio meglio per questa grande famiglia che è la Salernitana”.

“In 22 anni di carriera sono sempre stato apprezzato per la persona che sono. Ho sempre detto quello che pensavo e continuerò a farlo, perché io sono questo. Sono contento di quello che ho fatto, avrei voluto fare di più in campo per la maglia della Salernitana ma ho comunque voluto continuare con un progetto diverso. Sono felice di aver lasciato un buon ricordo in ogni città in cui ho giocato e mi porto dietro tutto. I momenti più belli sono stati i campionati vinti e i gol che mi hanno emozionato. Ricordo tanti gol che, ancora oggi, quando li rivedo mi fanno scendere la lacrimuccia. Il momento più amaro della mia carriera è stato sicuramente quello della squalifica. Ogni allenatore nel bene e nel male mi ha lasciato qualcosa e tutti mi hanno insegnato qualcosa. In queste ore mi hanno scritto in tanti e li ringrazio tutti per le belle parole”.

L’ex attaccante granata ha quindi concluso: “Sono sempre stato motivato quando ho cominciato un progetto. Volevo terminare la carriera a Salerno facendo tanti gol ma purtroppo non è stato possibile. Quando ho firmato il contratto da calciatore già c’era l’idea di legarmi alla Salernitana anche in veste dirigenziale. Dopo il mercato si è riproposta questa possibilità e l’ho colta al volo. Dal punto di vista fisico mi sentivo bene ma a quest’età si fanno tanti ragionamenti e quando ti capita una proposta del genere viene presa subito in considerazione”.