Agostino era un ragazzo eccezionale. Ricordo che la prestigiosa carriera che aveva avuto preceduto il suo approdo alla Salernitana finiva inevitabilmente per incutere soggezione tra i giocatori di quella squadra, ma Agostino non si è mai distinto per comportamenti sopra le righe all’interno dello spogliatoio. Al contrario, era un esempio per tutti i compagni di squadra, facendo della modestia e dell’umiltà le sue migliori virtù che lo hanno portato ad essere ben voluto da tutti.

 

Di Bartolomei era un uomo di poche parole, ma i suoi atteggiamenti, sia in campo che fuori, valevano più di qualsiasi discorso. La scelta di chiudere a Salerno la sua importante carriera ha rappresentato, a mio avviso, un ulteriore segno di grandezza prima dell’uomo e poi del calciatore, che decise di anteporre l’aspetto umano a quello professionale. Il suo unico obiettivo era quello di riportare la Salernitana in B dopo 23 lunghi anni di terza serie, e le sue qualità, sia tecniche che morali, furono determinanti per la vittoria di quel campionato.

 

Da parte mia è enorme il dispiacere per come sia andata via una persona del suo spessore. Ricordo benissimo il 30 maggio di vent’anni fa, quella triste notizia mi squarciò il cuore e faccio tuttora fatica ad accettarla. In un calcio come quello di oggi, volto esclusivamente alla fame di successo, non esistono più figure come Agostino Di Bartolomei. La sua pacatezza e la genuina passione che provava per il calcio rappresenterebbero sicuramente il giusto esempio da seguire per tutti i giovani che si avvicinano a questo meraviglioso sport.

 

Giancarlo Ansaloni

Allenatore Salernitana Stagione 1989/90